Parte sesta : WinDi Codifica.

Videata 5.

6.1. Come accedere all’applicazione WinDi Codifica.

Nella prima videata del programma WinDi Dizionari si vede, nell’angolo inferiore destro di quest’applicazione (sotto la porta), un’icona che rappresenta degli attrezzi. Facendo clic con il mouse su questa icona potremo richiamare il modulo specifico della codifica.

6.2. Come codificare le parole nel dizionario WinDi.

Innanzitutto noteremo, alla presentazione della videata di codifica (videata 2), che le parole indicate sono sistematicamente accompagnate da un carattere " @ ". Si tratta d’un informazione importantissima poichè questo carattere permetterà al software di sapere dove ed in quale dizionario si trova la nostra codifica, dove salvare cioè i nostri elementi. Il carattere " @ "è quindi un indicatore indispensabile e se viene omesso al momento d’una codifica non si potrà effetuare alcun salvataggio delle modifiche, perchè il programma non saprà dove inserire i cambiamenti. Consigliamo di prendere l’abitudine d’inserire il carattere " @ " in ogni codifica che non sia costituita da una sola parola, inclusi i commenti tra parentesi o qualsiasi altra codifica di espressioni in senso ampio.

In ogni caso, se il carattere " @ "non fosse presente in una delle zone di codifica e se quest’ultima contenesse più d’una parola, il programma imporrebbe di selezionare parola su cui si deve ordinare le selezione, tramite un menù che compare automaticamente e che permette di determinare facilmente qual’è la parola sulla quale deve essere ordinata la codifica. Questa funzione esiste per tutte le lingue dell’applicazione.

Per la codifica dei testi tedeschi o neerlandesi a particella separabile, si consiglia di procedeer in questo modo : codifichiamo il verbo normalmente (esempio in neerlandese :aanbevelen).Selezioniamo in seguito la nota grammaticale "" verbo " e più precisamente " verbo separabile (regolare o irregolare) ". Il programma analizzerà il verbo e cercherà di trovarvi una particella. Se esiste un corrispondente, il programma proporrà automaticamente, nell’area di codifica della lingua considerata, il verbo dalla particella aggiungendo i caratteri " @ " per ottenere la seguente schema : " particella_@verbo ". Secondo questo prinicipio, il programma salva la codifica in due forme ; potremo allora ritrovare le traduzioni del verbo facendo allora una ricerca sulla particella di questo vrebo, oppure sul verbo separato dalla sua particella. È questa la filosofia che è stata adottata fin dall’inizio nel dizionario WinDi. Vedi la parte quinta per ulteriori informazioni

Si consiglia di codificare in modo sistematico in tutte le lingue, senza limiti, e di riempire bene le aree di note grammaticali per garantire un risultato ottimale e per potere beneficiare d’un informazione completa che prima o poi si rivelerà necessaria, come nel caso, ad esempio, dell’utilizzazione del modulo di assistenza alla traduzione.

Nel caso in cui il dizionario installato non contenga tutte le lingue (come ad esempio la versione bilingue), le parole codificate saranno salvate nei dizionari presenti.

6.2.1. Aree di codifica.

Per ciascuna lingua esiste un’area di codifica propria , situata a destra del simboletto della lingua considerata (vedi videata precedente).Per raggiungere un’area specifica, facciamo clic con il mouse su di essa ; l’icona " penna ", a destra dell’area di codifica,mostra in quale area dovremo codificare.In essa, possiamo codificare tutte le parole che vogliamo aggiungere ai dizionari. Attenzione : alcuni caratteri non vengono accettati, sopratutto i caratteri di punteggiatura (ad esempio le virgole).

L’area di codifica permette d’inserire 40 caratteri al massimo. Oltre questo limite, i caratteri non verranno più accettati. Se si dovesse superare questa lunghezza, consigliamo di utilizzare per quanto possibile delle abreviazioni ( vedi la parte " Elenco delle abreviazioni utilizzate in WinDi Dizionari ").

6.2.2. Aree delle note grammaticali.

Dopo aver codificato una parola in una lingua, si consiglia vivamente d’utilizzare l’aiuto grammaticale, che fornisce precisazioni importanti sulla parola codificata.Per aggiungere una parola codificata, selezioniamone una nella lista presentata a destra dell’area di codifica. In questa lista vi sono tutte le possibilità necessarie, alcune di queste sono soggette a precisazioni supplementari (nel caso di nomi e di verbi). Si consiglia di essere precisi il più possibile. Esiste anche la nota neutra " [X] "che permette, dopo aver selezionato una nota qualsiasi, di cancellarla in un determinata lingua.

6.2.3. Icone " Copy " (Copiare) e " Paste " (Inserire).

Contrariamente alla regola dei programmi WinDi , queste icone vengono utilizzate in modo " locale " (all’interno della videata precedente)e non con lo scopo di esportare verso altre applicazioni.

L’icona in basso a sinistra dell’area di codifica, permette d’inserire nel clipboard una codifca precisa per poterla integrare in un’altra area di codifica. Come fare ? Prima di tutto, posizioniamo, con il mouse, il cursore in un’area di codifica come se dovessimo codificare in quest’area. Se non vi sono parole, codifichiamo quella che desideriamo e facciamo quindi clic con il mouse sull’icona in fondo alla videata. La nostra parola può essere trasferita in un’altra area di codifica ; basta fare clic con il mouse sull’icona di fronte alla lingua in cui vogliamo trasferire la nostra codifica preliminare.. Questa funzione si rivelerà utile, ad esempio, per trasferire dei commenti e ci permetterà di risparmiare tempo. In alcuni casi, preferiremo lasciare così com’è una parola che non ha una traduzione specifica nelle altre lingue( come ad esempio " software " o un qualsiasi altro termine tecnico specifico del nostro settore).

6.2.4. Tasto "+ " : funzione " Aggiungere ".

Questa funzione permette di aggiungere una o più volte la stessa parola. Al momento di compiere quest’operazione, il programma chiede conferma. Facciamo tuttavia attenzione a non aggiungere informazioni già presenti per non sovracaricare inutilmente il database. Se ciò dovesse succedere, dovremmo usare la funzione " eliminare " illustrata qui di seguito.

Questa funzione permette di creare dei sinonimi, oltre alla codifica di parole nuove.

6.2.5. Tasto <> : funzione " Modificare ".

Questa funzione permette di codificare una codifica preesistente con delle precisazioni o di completare una codifca parziale effetuata in precedenza. Quando questa funzione viene richiamata, l’utente deve confermarla.

6.2.6. Tasto - : funzione " Eliminare ".

Questa funzione permette di eliminare delle parole che non c’interessano o che sarebbero sbagliate nel nostro contesto. Ad esempio, la parola " rete "che è inserita nella base di dati con il significato di " intreccio di fili di varia natura " non è esatta per le dite informatiche, per cui " rete " è usata nel senso di " insieme di collegamenti ".

Vi consigliamo di usare questa funzione con attenzione perchè l’accettazione o la soppressione d’una parola è irreversibile

6.2.7. Tasto N : funzione " Parola Nuova ".

Questa funzione permette di cancellare tutte le aree di codifica ; se niente di ciò che è presentato fa al caso nostro, possiamo codificare una parola totalmente nuova.

6.3. Salvataggio delle modifiche.

Tutte le modifiche verranno salvate nella base di dati al momento di lasciare il programma o al momento di cambiare lingua del dizionario aperto (ad esempio passaggio dall’inglese all’italiano).

Per il salvataggio sono necessarie molte operazioni software, come l’apertura dei diversi file coinvolti nelle diverse lingue, con uno smistamento nei dizionari su un numero massimo di caratteri, per produrre un’informazione ben strutturata.Ad esempio, se abbiamo aggiunto o modificato, durante la sessione, una decina di parole, le operazioni descritte qui sopra dovranno essere effetuate non meno di sessanta volte… Tutto dipende dall’infrastruttura informatica di cui disponiamo ; i tempi di realizzazione dipenderanno dalle prestazioni locali. Inoltre, in una rete locale di PC, il programma di codifica è pluri-utenti. Vi è dunque una gestione di " record locking "supplementare che aggiunge del tempo alle operazioni. Si consiglia di abbandonare il programma di codifica solo quando sia stato concluso l’insieme delle modifiche da fare in quel momento in modo che il salvataggio si realizzi in una sola operazione. Dopo il salvataggio, le modifiche apportate saranno immediatamente disponibili per WinDi Dizionari (in rete, ciascun utilizzatore avrà accesso alle modifiche in modo instantaneo).

6.3.1. Back-up automatico delle modifiche.

Quando effetua il salvataggio delle modifiche, cioè l’impianto di questa nella base di dati, il programma di codifica attua anche un salvataggio sistematico in un file di back-up. Questa funzione ha lo scopo di permettere, nel caso dovessimo reinstallare la nostra base di dati a partire del package originale (per un cambiamento di configurazione per esempio), di reintegrare facilmente le nostre modifiche senza bisogno di ricodoficarle.

Lo stesso modo, in questo contesto, se abbiamo codificato o modificato alcune parti del dizionario, desidereremo forse che i nostri colleghi di lavoro o altri utilizzatori di WinDi interessati al nostro settore d’attività possano trarne vantaggio. Nella seconda videata dell’applicazione di codifica, si trovano due pulsanti : uno permette d’importare modifiche, l’altro permette d’esportarli in un floppy-disk. Copiamo le nostre modifiche in un floppy-disk per poter fare conoscere il nostro lessico ad altri utenti. Questo procedimento permetterà di " standardizzare " il nostro vocabolario.

6.4. Caratteristiche della codifica di nomi comuni.

Le funzioni " WinDi Traduzione Diretta " e " WinDi Grammatica " utilizzano in modo importante i commenti grammaticali che accompagnano ogni parola della base di dati. Tuttavia, nello scopo di fornire le informazioni più complete sui nomi comuni, delle precisioni sotto forma di cifre sono necessarie

Se non rispettiamo la scheda seguente, i nomi da codificare non avranno mai la forma plurale. Se vogliamo procedere diversamente, codifichiamo prima il nome al singolare, poi al plurale. Se la forma plurale d’una parola è irregolare, dovremo codificare la parola due volte : una volta al singolare e una volta al plurale.

Codice

Tedesco

Spagnolo

Francese

Inglese

Italiano

Neerlandese

Portoghese

Niente

Niente plurale

Niente plurale

Niente plurale

Niente plurale (pronome "itself")

Niente plurale

Niente plurale

Niente plurale

0

Nome collettivo (senza plurale)

Nome collettivo (senza plurale)

Nome collettivo (senza plurale))

Nome collettivo (senza plurale)

Nome collettivo (senza plurale)

Nome collettivo (senza plurale)

Nome collettivo (senza plurale)

1

 

Animale – persona

(a + comp.)

{vedi nota 1}

Pluriale possibile

(nome + aggettivo.)

{vedi nota 3}

Nome maschile (pronome "himself")

Parente (mio-il mio)

{vedi nota 2}

Plurale possibile

(agg. + nome)

{vedi nota 3}

Plurale possibile

(nome + agg..)

{vedi nota 3}

2

Plurale possibile

(agg. + nom)

{vedi nota 3}

Plurale possibile

(agg. + nom)

{vedi nota 3}

Plurale possibile

(agg. + nom)

{vedi nota 3}

Nome femminile (pronome "herself")

Plurale possibile

(agg. + nom)

{vedi nota 3}

Plurale possibile

(agg. + nom)

{vedi nota 3}

Plurale possibile

(agg. + nom)

{vedi nota 3}

3

Plurale possibile

(agg. + nom)

{vedi nota 3}

Plurale possibile

(agg. + nom)

{vedi nota 3}

X

Plurale possibile

(agg. + nom)

{vedi nota 3}

Plurale possibile

(agg. + nom)

{vedi nota 3}

X

X

4

Il nome non indica una persona.

Plurale possibile

{vedi nota 4}

Il nome non indica una persona.

Plurale possibile

{vedi nota 4}

Il nome non indica una persona.

Plurale possibile

{vedi nota 4}

Il nome non indica una persona.

Plurale possibile

{vedi nota 4}

Il nome non indica una persona.

Plurale possibile

{vedi nota 4}

Il nome non indica una persona.

Plurale possibile

{vedi nota 4}

Il nome non indica una persona.

Plurale possibile

{vedi nota 4}

 

Nota 1 : in spagnolo, il codice 1 significa che il nome idica una persona o un animale. Infatti, quando il complemento che segue il vebo indica una persona (ex ; : el profesor) o a un animale (ex. : el caballo), questo complemento deve’essere preceduto dalla preposizione " a " (ex. : he visto a mi professor- ho visto il moi professore). Invece, questa regola non esiste quando il complemento indica un oggetto (ex. :he visto el teléfono – ho visto il telefono).

Nota 2 : in italiano, il codice 1 significa che il codice indica un parente. Infatti, quando il nome indica un parente (es. : padre-madre), e l’articolo che precede il nome è il possessivo " moi " (il mio), l’articolo " il mio " si reduce a " mio "in WinDi Traduzione Diretta e WinDi Grammatica.

Nota 3 : in tutte le lingue tranne l’inglese, due codici diversi permettono il plurale. Occorre scegliere uno di questi codici solo quando dobbimao codificare una parola composta senza preposizione (a, di,…). WinDi gestisce benissimo le parole composte che comprendono une preposizione (consiglio d’amministrazione), però negli altri casi di nomi composti, bisogna precisare qual’è il nome e qual’è l’aggetivo. Il primo codice (in ordine numerico)che autorizza il plurale corrisponde alla situazione più probabile : parola semplice o composta di cui gli elementi sono nell’ordine abituale (secondo la lingua). Per esempio, il nome composto " chiamata interurbana " contiene un nome (" chiamata ") seguito da un aggettivo (" interurbano ").Questa entrata va seguita dal codice 1, come viene indicato nelle scheda precedente (plurale possibile-nome +agg.).Il secondo codice (codice 2), riguarda le parole composte che non comprendono una preposizione, e di cui gli elementi non rispettano l’ordine abituale.

In conclusione : il secondo codice " plurale " non va impiegato nel’ambito di parole composte senza preposizione che non rispettano l’ordine grammaticale più frequente. In tutti gli altri casi, il primo codice " plurale " è adeguato. Per l’inglese, esiste un unico codice plurale, che vale per tutti i casi.

Nota 4 : capita che una parola indichi sia una persona, sia un oggetto. Ad esempio, la parola francese "avocat" può indicare una persona ("avvocato") o un frutto ("avocado"). WinDi comprende un'elenco delle parole che indicano una persona nelle loro forme maschili e femminili. Sicchè, quando codifichiamo una parola "ambigua" con il senso diverso di quello della persona, occorre farla seguire del codice 4, altrimenti WinDi vi propone la sua forma femminile come se si trattasse d'una persona. Ad esempio, se codifichiamo la parola "tutore" con il senso di bastoncino, dobbiamo farlo seguire del codice 4, altrimenti, WinDi ci darà la forma femminile "tutrice" nelle varianti grammaticali, il che sarebbe fuori contesto.

Spiegazioni supplementari per la scheda :

Ogni codice ha un significato particolare secondo la lingua per cui viene usato. Tuttavia, due codici hanno lo stesso significato in tutte le lingue : il codice " niente " ed il codice " 0 ".

Codice " niente " : se non aggiungiamo alcun numero dopo la parola codificata, ciò significa che la parola è senza plurale, perchè la forma al plurale non avrebbe alcun senso. Per esempio, la parola " salute " non esiste al plurale.

Codice "0" : significa che il nome è un nome collettivo, come ad esempio " farina ", " orgoglio ", …

Spiegazioni per l’inglese :

Le parole senza codice o seguite dal codice " 0 " vengono considerate come neutre, e se sono usate in " WinDi Traduzione Diretta "con un verbo riflessivo, il pronome " itself " viene impiegato. Seguono le spiegazioni dei diversi codici presenti nella scheda precedente :

Codice 1 : nome maschile al plurale ("himself" appare con l’impiego d’un verbo riflessivo al singolare)

Codice 2 : nome femminile al plurale ("herself" appare con l’impiego d’un verbo riflessivo al singolare)

Codice 3 : nome d’oggetto al plurale ("itself" appare con l’impiego d’un verbo riflessivo al singolare)

Un mezzo per aiutarvi a scegliere fra " niente ", " 1-2-3 " o " 0 " : molto(a)+nome

-Possiamo dire " molta farina ", e le parole " molto " e " farina " rimangono al singolare. In questo caso, il nome farina è un nome collettivo, e dobbiamo usare il codice " 0 ".

-Invece, nell’espressione " molte case ", le parole " molto " e " casa " prendono la forma del plurale, il nome " casa " é un nome colettivo e dobbiamo usare i codici " 1 ", " 2 " o " 3 "secondo la lingua e la parola da codificare.

L’espressione " molta salute ", ad esempio, non ha alcun senso. La parola " salute " non è quindi come una parola collettiva secondo i criteri WinDi. In questo caso, occore non aggiungere nessun codice.

Se il codice " niente " viene utilizzato, le varianti proposte da WinDi Grammatica (vedi 7.4.1.4. e la videata 9) al singolare sono meno numerose delle varianti proposte per una parola seguita dal codice " 0 " (parola collettiva). Se il codice " 1 ", " 2 ", o " 3 " viene scelto, vengono proposte più al plurale da WinDi Grammatica. Proviamo quindi a limitare i casi invece d’ottenere proposte sbagliate.

Dove aggiungere questi codici numerici quando codifichiamo nuove parole ?

Quando codifichiamo una parola, i codici numerici descritti alla pagina precedente vanno aggiunti alla fine della parola, senza spazi (ex. : il @professore1).Quando la parola è composta di diverse parole, il codice va posto alla fine dell’ultima parola.

 

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